Piacenza, bimbo dimenticato in auto: padre indagato per omicidio colposo
L'uomo avrebbe dovuto lasciare il figlio all'asilo aziendale, ma lo ha lasciato a bordo della vettura e poi è andato al lavoro. Quando all'uscita da scuola le maestre, intorno alle 17, hanno detto al nonno che il piccolo non era mai arrivato, è scattato l'allarme. Ma per il bambino non c'era più niente da fare.
fonte:
|
|
|
Un ricordo di Franca Rame |
|
|
|
|

L'avevo conosciuta un tempo lontano e alla notizia della sua morte torna immediata la memoria di una Milano da studente, della ricerca di senso alle cose, della filosofia della non violenza. Franca l'avevo incontrata insieme con Dario in quei lontani anni '70, belli e violenti. Per caso ero finito con altri studenti ad aiutare la coppia di attori a ripristinare la Palazzina Liberty, ricca di storia e abbandonata a se stessa.
Lei con un golfone lungo ci diceva cosa fare, sempre con un sorriso, con la deliza di una parola calda e morbida, ma decisa e piena di vitalità.
Ne son passati di anni, anche se poi ritrovata a teatro e ad Alcatraz con Jacopo, ma la ricordo così e con nostalgia. Sarà difficile dimenticarne non solo l'arte, ma soprattutto il sorriso e tutto il coraggio di raccontare la violenza subita e la forza di aiutare le donne a combattere contro questo crimine. Grazie Franca!
G.M.
Per vedere il video denuncia dello stupro di Franca Rame clicca qui |
|
Intervista a Giuseppe Maiolo su Vallesabbia News di Cesare Fumana
in occasione della Conferenza per GENITORI IN FORMA-zione a Villanuova S/C (Brescia)
Prof. Maiolo com’è cambiata la figura del padre negli ultimi anni?
I padri di oggi sono decisamente diversi da quelli di un tempo. Diverso è l’atteggiamento nei confronti dei figli, diversa l’attenzione e la partecipazione al progetto educativo. Ma poi sono diverse le figure del padre. Non c’è solo una tipologia: ce ne sono molte. Non ci sono più i padri autoritari, dispotici e inflessibili, o ne sono rimasti davvero pochi. Sono stati sostituiti dai padri affettivi che si prendono cura della prole fin dalla nascita, si preoccupano del loro benessere fisico ed emotivo. Insomma i padri degli ultimi anni hanno gettato la corazza per mettere i panni più teneri e dolci. Per certi versi è stato un cambiamento epocale quello che a partire dagli anni settanta ha visto i padri cambiare radicalmente atteggiamento nella relazione con i figli.
Se da una parte però hanno recuperato un codice nuovo e molto simile a quello materno per interagire e parlare con la prole, oggi sono ancora alla ricerca di una propria identità, in quanto spesso sono mancanti di funzioni. In effetti io trovo che oggi i padri non siano assenti dalla scena familiare, se non in quelle relazioni che vedono il disgregamento della famiglia a seguito di separazioni e divorzi. Caso mai mancano di spessore e di autorevolezza e soprattutto manca il loro codice identificativo capace, soprattutto in adolescenza, di orientare e dare futuro ai figli. Per questo si parla spesso di padri pallidi, padri deboli oppure pacifisti e mammi. In questo momento quindi la trasformazione della figura paterna non è ancora terminata. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Intervista a Mariella Bombardieri |
|
|
|
|
L'intervista
Come faccio ad essere un bravo genitore?
Un altro appuntamento per il ciclo "Genitori in forma-zione". Questo lunedì 13 maggio alle 20.45 presso la sala consiliare di Villanuova sul Clisi la dottoressa Mariella Bombardieri , pedagogista e formatrice, interverrà affrontando il tema "Come faccio ad essere un bravo genitore?"
Vista la domanda accattivante, ma anche provocatoria, abbiamo chiesto alla relatrice di anticiparci alcuni punti del suo intervento.
Dott.ssa Bombardieri, come mai questo titolo e cosa vuol dire essere un bravo genitore?
Il titolo è un po' provocatorio. Parto dal fatto che molti genitori in consulenza mi pongono questa domanda a cui non c’è una risposta precisa. Come dico nel sottotitolo, io sostengo che essere un bravo genitore vuol dire avere il coraggio e l’umiltà far tesoro delle esperienze e sapere che è importante rifuggire dalle ricette già pronte.
La strada fondamentale per me è quella dell’interrogarsi. Non tanto sul fatto se sono un bravo genitore quanto piuttosto che bisogni ha mio figlio, che tipo di relazioni intrattiene a scuola o altrove. |
|
Leggi tutto...
|
PER UNA SCUOLA DIVERSA
Come sta la scuola oggi secondo don Mazzi?
Credo che stia più o meno come sta l'Italia in questo momento. C’è un grande cambiamento che stiamo vivendo tutti e quando ci sono cambiamenti così epocali le prime a risentirne sono la famiglia e la scuola. Soprattutto adesso che la scuola è frequentata da tutti e non da pochi come un tempo, dobbiamo riflettere profondamente. Pensiamo ad esempio la scuola media: se un tempo a 12 -13 anni si era ancora bambini, oggi non è più così perchè a quella età i ragazzi vivono i momenti più delicati e più importanti della vita. Siamo fuori fase adesso se continuiamo a pensare la stessa cosa.
E allora: istruzione o educazione a scuola? Cosa prevale in questo momento?
In questo momento non prevale ne l’una né l'altra. Non puoi istruire senza educare perché i giovani non li istruisci senza educarli perché ti mettono a soqquadro la scuola e anche il resto. Viceversa educare senza istruire non è il posto della scuola. È necessario invece fare questa sintesi: istruire educando. Perché solo così la scuola può fare il suo mestiere.
|
|
Leggi tutto...
|
|
|
|
|
|
|
Pagina 1 di 20 |