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Cos'è il Counselling
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Il Counselling è una professione nata negli anni '30 e in continuo sviluppo; fin dagli anni '50 ha avuto riconoscimento ufficiale nel mondo anglosassone e dalla fine degli anni '80 è stata introdotta in Italia.

Di che si tratta?

Il Counselling è una professione nata negli anni '30 e in continuo sviluppo; fin dagli anni '50 ha avuto riconoscimento ufficiale nel mondo anglosassone e dalla fine degli anni '80 è stata introdotta in Italia. Al giorno d'oggi esistono diversi ambiti d'intervento: sanitario, medico, clinico, educativo, giuridico, aziendale, assistenziale, sociale e psicologico ne stanno emergendo altri come quello filosofico.Il Counselling è un processo di interazione tra due persone, il counsellor e il cliente , il cui scopo è quello di facilitare il cliente nell’esplorare situazioni problematiche personali o professionali e aiutarlo apprendere decisioni in merito a scelte di carattere personale o a trovare soluzioni a problemi e difficoltà specifiche chelo riguardano direttamente.La sua funzione è quella di un ascolto attento e partecipato che gli permetta di omprendere le difficoltà del cliente dal suo punto di vista e lo aiuti a considerarle in modo più chiaro facilitando nuove scelte o alternative agli abituali schemi comportamentali.Lo scopo del Counselling è quello di dare un’opportunità al cliente di lavorare e vivere in maniera più soddisfacente e con maggiori risorse. Esso consiste in una serie di conoscenze, di abilità e di atteggiamenti finalizzati ad aiutare gli altri nel gestire le situazioni problematiche.Non è una forma di psicoterapia, bensì un’attività praticabile in contesti molto differenti: oltre che in situazioni individuali, il counselling può essere utilizzato in vari contesti come la scuola, l’azienda, i gruppi di volontariato, le strutture sanitarie, gli enti sociali, la famiglia ecc. In Inghilterra e negli Stati Uniti, ad esempio, servizi di Counselling si trovano all'interno delle fabbriche e delle aziende, nelle scuole e nelle Università, per non parlare degli Ospedali, dei servizi sociali e delle associazioni. Il counselling sta dunque diventando un ausilio sempre più necessario per quanti operano nel settore delle professioni che richiedono particolare capacità e sensibilità nella gestione di situazioni difficili e problematiche: medici, psicologi, assistenti sociali, personale infermieristico e socio-sanitario, responsabili e dirigenti dell’area sanitaria, volontari, educatori, insegnanti, formatori, dirigenti e manager d’azienda, religiosi e quanti, per ragioni professionali e/o personali, desiderano approfondire e sviluppare competenze relazionali ed abilità per sostenere lo sviluppo psicologico, relazionale e personale degli individui.

Le abilità del Counselling

Le abilità di counselling pertanto, permettono non solo di acquisire una nuova professionalità attualmente in via di sviluppo, ma consentono al professionista già inserito nei contesti operativi socio-sanitari, aziendali e scolastici, di svolgere al meglio la propria attività e ridurre gli effetti nocivi e collaterali, così frequenti nelle relazioni professionali quali ad esempio incomprensioni, frustrazioni, apprensività, burn-out ecc.

Le relazioni di aiuto

“Si ha una relazione di aiuto quando vi è un incontro tra due persone di cui una si trova in condizioni di sofferenza o di confusione, di conflitto o di disabilità rispetto a una determinata situazione o a un problema che si dovrebbe gestire.

La persona che porta aiuto è invece un soggetto che è in grado di orientare e sostenere l’altra in difficoltà.

Se tra queste due persone si riesce a stabilire un contatto (relazione) che sia effettivamente di aiuto (…), allora è probabile che la persona in difficoltà inizi qualche movimento di maturazione/chiarificazione/apprendimento che la porti ad avvicinarsi all’altra persona (assorbendone per cosi dire le qualità e le competenze) o comunque a rispondere in modo più soddisfacente al proprio ambiente ed a proprie esigenze interne ed esterne”

 

Molte relazioni amicali, familiari, di vicinato sono coì relazioni di aiuto ma possono esserlo anche molte relazioni a sfondo professionale (insegnante-allievo, medico-paziente, sacerdote-fedele, avvocato-assistito, operatore di orientamento-cliente, oltre che naturalmente quelle sviluppate da psicologi, counsellor e psicoterapeuti. L’aiuto può assumere varie forme. Sono ad esempio fonte di aiuto ascoltare, informare, insegnare, fare cose pratiche a supporto di qualcuno (fare la spesa, pulizie, ecc.) (F. Folgheraiter, in R. Mucchielli, Apprendere il counseling, Erickson)

 Lo studio delle relazioni di aiuto ha portato negli anni 70 (a partire dall’impulso iniziale del terapeuta americano Carl Rogers) a mettere a punto una metodologia particolare di interazione fra persona ‘aiutante’ e persona ‘aiutata’ che chiamiamo colloquio di aiuto.

 

L’idea alla base del colloquio di aiuto è che se una persona si trova in difficoltà il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dirgli cosa fare, quanto piuttosto aiutarla a comprendere la sua situazione e a gestire il suo problema prendendo da sola e pienamente la responsabilità delle scelte eventuali. Il presupposto è che “nella persona vi sono le risorse (emozionali, cognitive, affettive ecc) necessarie a che l’aiuto si produca.

 

L’aiuto consiste nel rendere possibile una riattivazione e riorganizzazione di queste risorse originarie. Nei colloqui condotti secondo l’impostazione di Rogers si evitano così una serie di strategie che spesso compaiono nelle relazioni fra aiutante e aiutato, quali ad esempio dare consigli, fornire informazioni, rassicurare, esprimere giudizi morali. La strategia dell’ aiutante, nel colloquio di aiuto classico, è invece quello di “fare da specchio all’aiutato, rimandandogli, attraverso la tecnica della riformulazione, pensieri ed emozioni inespresse e sottintese, aiutandolo così a metterle meglio a fuoco.

 

Diventare Counsellor

Il Counsellor è dunque un professionista esperto della relazione umana finalizzata all’aiuto. Ha proprie competenze specifiche che lo mettono in grado di favorire la dissoluzione di ciò che crea un disagio esistenziale e/o relazionale a un individuo o a un gruppo di individui. Il suo intervento risponde alla necessità di serietà, etica e professionalità nella gestione e valorizzazione del bene più elevato: l’individuo.

La formazione al Counselling è dunque un processo di apprendimento graduale di abilità che permettono di interagire con un utente non tanto per fornirgli indicazioni sul suo comportamento e soluzioni preconfezionate, quanto per aiutarlo a scoprire le sue risorse personali che gli permetteranno di orientarsi adeguatamente e compiere le scelte che più ritiene opportune per sé.

Il Counsellor è un professionista pertanto che è in grado di entrare in un rapporto empatico con il cliente-utente e mettersi nella sua "pelle" per comprendere e condividere il suo disagio. Per questo il Counsellor nel corso della sua formazione dovrà porre particolare attenzione ai suoi vissuti e imparare a riconoscere il carico delle emozioni che regolano la relazione con l'altro. Il training di formazione personale previsto in questo percorso formativo è pertanto centrato alla gestione dei sentimenti e delle emozioni e alla conoscenza di se stessi al fine di non contaminare con i propri vissuti la relazione di aiuto.

 


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